Indagini Geologiche ed Ambientali
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La materia ambientale vede IGeA Studio Geologico, impegnata nei seguenti studi:
BONIFICHE AMBIENTALI IGeA Studio Geologico opera nel campo delle bonifiche ambientali fornendo consulenze tecniche necessarie alla soluzione delle più comuni problematiche che s'incontrano in ambito professionale.
A tale scopo forniamo consulenze riguardanti i seguenti argomenti:
LA
VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
(VIA) L’obiettivo
fondamentale delle scienze ambientali, delle normative ad esse correlate che si
stanno adottando in tutti i Paesi progrediti e delle relative procedure
attuative, è quello di conoscere approfonditamente e contestualmente conservare
e proteggere le risorse ambientali nel loro complesso, secondo un equilibrato
rapporto di valori, recuperando inoltre, per quanto possibile, il deterioramento
provocato soprattutto nell’ultimo secolo. Tale deterioramento è il risultato di aver considerato l’ambiente, da un lato come un serbatoio infinito di risorse e, dall’altro, come un sistema con capacità illimitate di reagire a qualsiasi perturbazione senza modificare il suo stato. E’ in questo contesto che si è resa evidente l’esigenza di introdurre la procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) che, insieme ad altre metodologie di prevenzione ambientale quali l’analisi del ciclo di vita (LCA) e l’ecogestione, mirano alla realizzazione del cosiddetto “sviluppo sostenibile”. L’analisi delle possibili conseguenze, sul piano ambientale, di qualsiasi intervento antropico richiede l’esame di tutti gli impatti ambientali che esso può provocare. Per Impatto Ambientale si intende l’insieme di tutti gli effetti, positivi e negativi, diretti e indiretti, temporanei e permanenti, che una determinata opera genera sull’ambiente, inteso come complesso delle risorse umane e naturali. E’ evidente pertanto che l’analisi di impatto ambientale è un processo assai complesso e articolato che richiede un approccio di tipo sistematico e interdisciplinare. La Valutazione di Impatto Ambientale venne definita, fin dai primi tentativi di normativa a livello internazionale, come “analisi e valutazione preventiva degli effetti indotti da un determinato progetto sull’ambiente, cioè sul complesso dei fattori naturali, sociali, culturali ed economici che caratterizzano l’area circostante il sito coinvolto nel progetto stesso”. Gli elementi caratterizzanti e spesso innovativi della procedura di VIA sono essenzialmente i seguenti: · La VIA risulta utile e positiva solo a condizione che venga attivata nella fase di elaborazione e definizione del progetto, comunque prima della formalizzazione della decisione. · La VIA riguarda tutte le fasi di un progetto (costruzione, esercizio, manutenzione e smantellamento); in particolare essa deve garantire, attraverso un idoneo monitoraggio durante l’esercizio, il controllo dello stato dell’ambiente nelle fasi operative. · L’approccio analitico della VIA è interdisciplinare: il tipo e la quantità delle informazioni e delle competenze necessarie spaziano dalla fisica alla chimica, dalla biologia alla geologia, dall’economia alla sociologia, dall’urbanistica alle discipline storico-artistiche, ecc. · La VIA si propone di valutare e confrontare soluzioni diverse attraverso l’analisi delle alternative che permettono di realizzare l’obiettivo che l’opera si propone, avendo come scopo la prevenzione e la protezione dell’ambiente, compatibilmente con le necessità dello sviluppo economico. · La VIA può costituire un’occasione non solo per prevenire i danni ambientali, ma anche per migliorare situazioni ambientali degradate; ciò accade, ad esempio, nel caso in cui ci si riferisca ad opere di nuova realizzazione che vadano a sostituire impianti obsoleti e fortemente inquinanti. · Vengono coinvolti direttamente o indirettamente tutti i soggetti sociali interessati all’intervento proposto, cercando di evidenziarne i conflitti in fasi precedenti la decisione, di rendere massima l’accettabilità dell’impresa e quindi più trasparente il processo decisionale.
I PIANI DI EMERGENZA COMUNALE (PEC)
Obiettivi
del Piano d'Emergenza Comunale o Intercomunale Lo
scopo principale della stesura di un Piano d'Emergenza Comunale o Intercomunale,
partendo dall'analisi delle problematiche esistenti sul territorio, è
l'organizzazione delle procedure di emergenza, dell'attività di monitoraggio
del territorio e dell'assistenza alla popolazione. Analisi
di pericolosità ed individuazione degli elementi a rischio In
questa sezione del Piano dovranno essere contenuti i dati di base, statistici ed
identificativi del territorio comunale, al fine di fornire l'inquadramento del
tessuto sociale: superficie, popolazione, suddivisione amministrativa ed
eventualmente alcuni cenni statistici relativi ad aspetti significativi del
territorio (es. popolazione anziana, portatori di handicap, imprese dotate di
macchinari particolari, industrie a rischio…).
Scenari
di Rischio Con
il termine "scenario" si definisce una descrizione verbale sintetica,
accompagnata da una cartografia esplicativa, dei possibili effetti sull'uomo o
sulle infrastrutture presenti in un territorio di evenienze meteorologiche
avverse (piene ed inondazioni), di fenomeni geologici o naturali (frane e
valanghe), di incendi boschivi, oppure di incidenti industriali o a veicoli
recanti sostanze pericolose. Sistemi
di Monitoraggio Per
precursore di un evento si intende un fenomeno, ad esempio uno
stato meteorologico, che normalmente, o molto probabilmente, prelude al
verificarsi dello scenario stesso.
Il
modello di intervento E'
opportuno ricordare che i primi soccorsi alle popolazioni colpite da eventi
calamitosi sono diretti e coordinati dal Sindaco del comune interessato
dall'evento, che attuerà il Piano di Emergenza Comunale (o Intercomunale) e
comunque le prime risposte operative d'emergenza, avvalendosi di tutte le
risorse disponibili, dandone immediata comunicazione al Prefetto e al Presidente
della Giunta Regionale.
Verifica
e aggiornamento del Piano Come
per i Piani di Emergenza Provinciali, gli elementi fondamentali per tenere vivo
un Piano sono: le
esercitazioni l'aggiornamento
periodico. Le
esercitazioni devono mirare a verificare, nelle condizioni più estreme e
diversificate, la capacità di risposta di tutte le strutture operative
interessate e facenti parte del modello di intervento, così come previsto dal
Piano.
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